71. Veduta del loggiato interno.
Matita e inchiostro su carta, mm 462 x 350
In basso al centro del cartoncino su cui è attaccato il foglio: Vue Interieure de la Vigne du Papa Jules / Faubourg du Peuple a Rome/ architecture de Baldassare Peruzzi

L’edificio, posto all’incrocio tra la via Flaminia e la via Iulia Nova, che collegava la Villa Giulia al porticciolo sul Tevere, fu commissionato da Pio IV nel 1564 a Pirro Ligorio che ideò una facciata di sguincio inglobando la preesistente fontana monumentale alimentata dall’acqua Vergine e realizzata nel 1552 su progetto di Bartolomeo Ammannati. Il casino, dotato di giardino, fu donato dal papa ai nipoti Borromeo per poi passare ai Colonna, dopo il matrimonio nel 1566 tra Anna Borromeo e Fabrizio Colonna. Nel 1900 fu acquistato da Giuseppe Balestra e nel 1920 pervenne all’antiquario romano Ugo Jandolo che lo restaurò dopo secoli di abbandono. Nel 1929, dopo i Patti Lateranensi, fu acquisito dallo Stato Italiano in cerca di una sede per l’ambasciata presso la Santa Sede, e così è utilizzato ancor oggi. Vale qui quanto già detto riguardo alla veduta prospettica di Palazzo Pallavicini-Rospigliosi (41): anche in questo caso Q. sembra replicare “disanimandola” una planche di Letarouilly (più precisamente un dettaglio della n. 203), mantenendo tuttavia un certo “verismo” nel registrare le “scrostature” della volta a botte, peraltro visibili anche nella veduta di Letarouilly il quale, nelle note esplicative alle tavole, lamenta infatti di non riuscire a comprendere “pourquoi les bâtiments sont aujourd’hui réduits à un état d’abandon aussi déplorable” (1850, p. 441). Le due vedute concorrono quindi ad attestare lo stato di sfacelo del pregevole palazzetto nella prima metà dell’800, quando, per ragioni ereditarie, era divenuto proprietà del banchiere Alessandro Torlonia. (A. C.)