11b. Prospetto e pianta.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 416 x 331. Siglato e datato in basso a destra: AQ Roma 1824.
In alto al centro: une des deux loges du Capitole à Rome / attribuées à Vignole / modelé de proportion et de pureté dans les profils.
In mezzo a sinistra: plan de la pile d’angle; al centro: echelle de l’elevation. In basso a sinistra: plan d’une des piles du milieu;
al centro: plan de la loge sur une échelle moitié; a destra: l’arcade a en hauteur deux fois / sa largeur. / les piliers des 2/5ème de l’ardace. / l’entablement un peu plus de 1/5ème / et le piedestal un peu plus de 1/4 / de la hauteur du pilastre. / La porte au fond a ent.t deux / fois sa largeur. / le couronnement 1/5 de la h.r / est la masse du chambraule est / contre chambraule les 2/9 de la larg.rde la larg.r [sic]

Letarouilly, coetaneo di Q., con la sua monumentale opera Édifices de Rome Moderne, pubblicata tra il 1840 e il 1857, contribuì senza dubbio a esaltare la bellezza delle architetture del Rinascimento romano e diffondere le teorie di proporzionamento proposte dai grandi maestri. L’architetto-incisore francese mostrò in particolare una predilezione per Jacopo Barozzi da Vignola le cui opere (basti pensare alle tavole dedicate a Villa Giulia e al complesso degli Orti Farnesiani sul Palatino) furono da lui ampiamente rappresentate tanto da contribuire al consolidamento della fortuna storiografica dell’architetto emiliano durante l’800.
Il principale merito del Barozzi trattatista fu quello di aver predisposto una regola unitaria per la progettazione degli ordini architettonici: la Regola delli cinque ordini di architettura del 1562 suggeriva per ogni singolo ordine (toscano, dorico, ionico, corinzio e composito) dei precisi e riconoscibili rapporti proporzionali.
Tra le opere minori attribuite a Vignola figurano i porticati situati dietro il fianco dei Palazzi Capitolini: le logge, datate al 1553 al tempo di papa Giulio III, costituivano i propilei di accesso alle spianate più alte del colle, denominate anticamente Capitolium e Arx, separate in origine da un avvallamento (asylum) nel quale sarà situata la piazza michelangiolesca. Le logge al Campidoglio rappresentano un brillante esercizio di stile che sfugge però alle stesse regole fissate nel trattato, dal momento che il progettista ha modificato l’ordine dorico sopprimendo i triglifi nella trabeazione.
Q. nella stessa tavola (11b) trascrive il suo giudizio, molto simile a quello di Letarouilly, su questa presunta architettura vignolesca, riconoscendone la purezza delle proporzioni. In particolare Q. è interessato a trovare nella sua restituzione il rapporto generale tra larghezza e altezza del porticato (pari a un doppio quadrato). La diretta trascrizione sul prospetto delle quote orizzontali e verticali gli consente, inoltre, di trovare le fondamentali relazioni metriche tra diverse membrature (la larghezza dei pilastri è pari a 2/5 quella dell’arcata; l’altezza del piedistallo è 1/4 quella del pilastro; anche la forma della porta è pari a un doppio quadrato; l’altezza della trabeazione è 1/5 di quella dei pilastri).
Q. descrive in una seconda tavola (11a), in modo ancora più dettagliato, i profili dell’ordine, dei pilastri e della porta ionica, contraddistinta da mensole a volute. (C. I.)