1. Piante del primo piano su via Sistina, del piano terra e del giardino su via Gregoriana, e del secondo piano. Sezione generale
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 480 x 348. Siglato e datato in basso a destra: AQ Rome 1824
In alto al centro: Maison située entre les rues Gregoriana et Sixtine. / bâtie par le cardinal Altieri. Le coté de la cour / est orné de peintures, on y voit les ames du cardinal. actuellement Casa Boschi fondeur habile / qui a executé le petit bronze de Marc-Aurèle. /cette maison est remarquable, en ce que, construite sur un terrain d’une exiguité / extreme, elle renferme toutes les facilités, et tout les agrémens d’une beau que est / plus considérable. Il y a un jardin séparé de la maison par une petite cour / disposée avec une …. extrème, … la quelle se trouve une source d’eau vive. / Via Sixtina (in verticale) palazzo Tomati. In mezzo a sinistra: Plan du 1er au niveau de la rue Sixtina. In mezzo al centro: Plan du r.d.c. au niveau de la rue Gregoriana. In mezzo a destra: Plan du deuxième étage. In basso a sinistra : Rue Gregoriana / admirable vue de Rome. In basso al centro: coupe générale. In basso a destra : j’ai habité cette maison en 1821. / avec Mr Barbier Valbonne, precedemment habitée / par Mr Ingres.

Il complesso è un edificio a tre piani con terrazze affacciate su una corte interna e su un giardino con al centro una fontana concluso con un casino con loggia, era stato la residenza di un cardinale Altieri e alla fine del ‘600 risultava di proprietà di Laura, erede della famiglia. La sezione ci mostra il ricco arredo ornamentale, con statue e busti entro nicchie e clipei, con pitture a finto pergolato nella loggia del palazzo e paesaggi sui prospetti del cortile. Le informazioni raccolte da Q. ci consentono di identificarlo con l’attuale palazzo n. 34 di via Gregoriana, dove campeggia la targa in ricordo della permanenza di Ingres che vi soggiornò tra il 1806 e il 1819. Confinava con la “Casa Buti”, un palazzo allora di proprietà della contessa Prassede Tomati, dove vissero Piranesi, Thordvalsen e Canina. Q., che vi abitò assieme al pittore ritrattista Jacques-Luc Barbier-Walbonne, annota che la casa apparteneva al fonditore Giuseppe Boschi, ma nel Catasto Urbano (Rione Campo Marzio, part. 1134) l’immobile è invece intestato al “Cav.r Pacetti” e adibito a “Studio di Scultura”. È probabile che Q. abbia subaffittato un appartamento dal Boschi, detentore di uno degli alloggi dopo la morte (1820) di Vincenzo Pacetti. L’edificio è oggi sopraelevato, il giardino è scomparso e il casino d’accesso su via Sistina è stato trasformato in un palazzetto. (A. C.)