2c. Dettagli della facciata, cornici, bugnati.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 370 x 470. Siglato e datato in basso a destra: AQ Rome 1821
In alto a sinistra: 1er bandeau faisant appui au 1er étage – Au dessus de la port d’entrée. In alto al centro: Palais Baldassini / via delle copelle / de San Gallo / details de la façade – Croisée du r.d.c. In alto a destra: Entablement. In basso a sinistra: Chaîne de refend / du r.d.c. / bossages rustiques. In basso al centro : Soubassement de la croisée. In basso a destra: Corniche faisant appui / des croisées du 2e étage – Le dorique de la porte d’entrée / est le même que celui de la cour.

Situato in via delle Coppelle, lungo l’antico tracciato romano della Via Recta, e attuale sede dell’Istituto Luigi Sturzo, il palazzo fu costruito fra il primo e il secondo decennio del ‘500, su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, per l’avvocato concistoriale Melchiorre Baldassini. È caratterizzato da un corpo di fabbrica su tre livelli con cortile centrale quadrato. Attraverso un atrio voltato a botte, che ribadisce l’asse centrale sud-nord su cui è imperniata la planimetria, si accede al cortile, leggermente rialzato rispetto al piano stradale, con portico a 3 arcate su pilastri dorici nel lato di controfacciata, sormontato da una bella loggia con balaustra. Di fronte all’ingresso è un’unica profonda arcata, con due prospetti laterali scanditi da lesene doriche. Un fregio a triglifi e metope, con raffigurazioni di simboli legati alla personalità del Baldassini, corre sulla trabeazione dorica del primo ordine di arcate. Due disegni progettuali del Sangallo, conservati agli Uffizi, evidenziano l’ispirazione alla domus aristocratica descritta da Vitruvio e il ruolo essenziale assegnato al cortile, che tuttavia si emancipa dal carattere di stretta funzionalità della casa romana per assumere valore celebrativo del committente. La decorazione del palazzo fu inizialmente affidata a Giovanni da Udine, cui spettano gli affreschi in una sala nell’ala ovest del piano terra, databili al 1517-19. Dall’atrio si accede, attraverso uno scalone al loggiato, agli ambienti del piano nobile, decorati ancora da Giovanni da Udine insieme a Polidoro da Caravaggio e Perin del Vaga, solo parzialmente conservati. Da segnalare, in particolare, decorazione della “stufetta” del Baldassini ispirata a soggetti mitologici e animali legati all’elemento dell’acqua, ed il fregio della Sala del Consiglio, attribuito a Polidoro da Caravaggio, forse in collaborazione con Maturino da Firenze, con un complesso tema iconografico alludente alla vicenda biografica e politica del committente. (S. S.)