9. Pianta del piano terra e sezioni sul corpo scala.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 405 x 248.
In mezzo a sinistra: entré à … / entresol au-dessus de la remise; Più sotto: remise; a destra: petite voûte construite sans doute / plus tard; elle détruit, il est vrai, la / noble arrivée de l’escalier au Ier / mais procure une communication / des corps du bâtiment sur le rue à celui / du fond de la cour; più sotto, in verticale: via di ripetta; più sotto ancora: la colonne est en granit rouge, gros grains. In basso a sinistra: plaques de travertin; al centro: écurie; più sotto, Palazzo Cardelli / già Capponi via di ripetta a roma, / l’entrée du palais est d’un fort jolie effet, il faut une vue pour … compote

L’origine di questo palazzo, appartamento ai Serroberti e oggi sede dell’INAIL, risalente alla fine del secondo decennio del ‘500 quando fu avviato lo sviluppo urbanistico della zona del Tridente. 
Nel 1615, grazie all’appoggio di papa Paolo V, fu acquistato da Amerigo Capponi, esponente romano della famosa famiglia fiorentina.  Questi, tra il 1615 e il 1618, utilizzando pietre da costruzione tratte da rovine antiche, fece ampliare l’edificio che assunse una forma planimetrica a “L”. 
Tra i documenti allegati all’atto di vendita figura un disegno con la rappresentazione della facciata che potrebbe forse costituire una prima proposta di ristrutturazione promossa dallo stesso committente. 
Il palazzo prese poi il nome Cardelli dalla famiglia imparentata con i Capponi che ebbe il palazzo fino al 1818, quando fu venduto e subì una serie di passaggi di proprietà. 
Anche in questo caso Q. si limita a raffigurare in pianta e in sezione solo una parte del palazzo: un lungo corridoio conduce ad uno spazio trasversale, formato dalla loggia voltata e dall’adiacente scalone, fino a un cortile porticato a pianta quadrata, pavimentato con selci e contraddistinto sulla parete da una grande fontana a tre vasche degradanti verso l’alto. Il ninfeo che segna l’ingresso all’Hortus Conclusus, un’area trasformata dal Capponi in un giardino antiquario alimentato dall’Acqua Vergine, viene qui posizionato fuori asse rispetto al portale, differentemente da quanto previsto dal disegno progettuale seicentesco risalente al periodo dei  lavori di realizzazione del complesso.  (C. I.)