15. Pianta dell’ingresso e sezioni di corpo scala, cortile e vestibolo.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 410 x 500.
In alto a sinistra: coup du vestibule et de l’escalier sur la ligne A. B. In alto al centro: élévation et position de l’escalier / du côté de la cour. In alto a destra: niveau de la … / entresol de /a côté … In alto a sinistra: Détails de la grande porte sur la rue de ripetta. In mezzo a sinistra: ecurie; al centro: cour-remise; a destra: arrivée au niveau / du Ier en 3 revolution. In basso a sinistra: Vestibolo e scala del Palazzo Correa / accanto al mausoleo di Augusto, via di ripetta; al centro: entrée de la rue de ripetta; a destra: coupe du vestibule, rendant compte aussi de l’escalier.

Verso la metà del ‘700 il Mausoleo di Augusto e il palazzo a esso addossato con l’ingresso su via Ripetta furono acquistati dai marchesi portoghesi Correa da Sylva che nel 1780 affittano come locanda i resti del sepolcro allo spagnolo Bernardo Matas. Costui vi realizza gradinate e palchi in legno rendendolo adatto a ospitare giostre di tori e spettacoli pirotecnici (“i fochetti”). Nel 1787 il complesso diviene di proprietà del marchese Vivaldi Armentieri, il quale interrompe per un decennio l’uso del monumento come luogo di spettacolo per dar corso a campagne di scavo. Intorno al 1798 l’“Anfiteatro Corea” riapre con palchi e cavea in muratura e nel 1802 perviene alla Camera Apostolica. Nel 1880 il conte Telfener farà coprire l’arena con una cupola in vetro trasformandola in un vero e proprio teatro che, dopo l’acquisizione nel 1907 da parte del Comune di Roma, sarà adibito a sala per concerti (VERDONE 1970, pp. 76-77). I1 Palazzo Correa verrà demolito, assieme al denso abitato adiacente, nel 1937 per i lavori di “isolamento” del monumento promossi dal regime fascista, con la realizzazione della grande piazza progettata da Vittorio Ballio Morpurgo. L’edificio esaminato da Q. è identificato nel coevo Catasto Urbano (Rione Campo Marzio, part. 550) come patrimonio “del fù March.se Vivaldi”. (C. I.)