14. Pianta del piano terra.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 350 x 420. Siglato e datato in basso a destra: AQ Rome 1822.
In basso al centro: Palais Dionigi / près St. Jean des Florentin, vicolo del consolato. Planche 3. de l’ouvre des Palais et Maisons

Il palazzo, ubicato in origine su via del Consolato, nei pressi della chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini, fu demolito nel corso dei lavori di realizzazione di corso Vittorio Emanuele II nel 1888.
L’edificio, appartenente alla famiglia Gentili dalla fine del ‘700, era stato edificato nel secondo decennio del XVI secolo su commissione del ricco banchiere fiorentino Bernardo Bini, quale sede del suo banco in Roma. Nel Catasto Urbano del 1820-24 (Rione Ponte, part. 624) risulta in possesso di Ottavio Dionigi, figlio della nota pittrice Marianna Candidi Dionigi. Il disegno di Q., insieme alle planches di Percier (la n. 3 è citata nella nota manoscritta) e di Letaroully (pl. 106), costituiscono una chiara testimonianza dell’importanza del palazzo nel panorama architettonico romano del primo ‘500. Un’immagine fotografica, scattata a demolizione già iniziata, documenta il suo aspetto esterno che mostrava un connubio di caratteri architettonici romani e fiorentini. Interessante era la trattazione dell’intonaco a bugnato dell’alta fascia inferiore, in cui si aprivano finestre “inginocchiate” ispirate a quelle progettate da Antonio da Sangallo il Giovane nei palazzi Baldassini e Farnese. Al tempo stesso l’assetto risentiva fortemente delle innovazioni stilistiche introdotte dal Bramante in Palazzo Caprini. Della ricca decorazione interna attribuita a Perin del Vaga si conservano due lacerti di affresco con angeli reggistemma oggi al Museo di Roma. (S. S.)