Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 440 x 320. Siglato in basso a destra: AQ R.; datato in alto al centro: 1823.

38. Pianta del vestibolo e della scala a chiocciola.
In basso al centro: vestibule et escalier d’un petit palais, rue de Giulia, en face le palais Sacchetti. a Rome. 1823.

39. Pianta del piano terra e particolari del vestibolo e delle scale
In alto al centro: plan du Palais Riccardi prima Mancini / via Giulia à Rome. 1823 / Lavoir / Fontaine. In basso a sinistra:Cage de l’escalier, arrivée au 1er étage / semblable aussi p … les autres / cet escalier est grandement disposé … d’une / forme agreable.

Il palazzo, riedificato agli inizi del ‘700 da Ottavio Mancini e menzionato nella pianta di Nolli al n. 665, al pari dei vicoli della Padella e dello Struzzo che lo delimitavano, è scomparso nel 1939 per l’apertura dell’attuale largo Perosi. Il rilievo di Q. evidenzia l’ingresso asimmetrico in facciata e un grande scalone che affacciava sul cortile contraddistinto da una loggia a 4 colonne. L’architetto lo ricorda come appartenente ai Riccardi, che però non compaiono nel Catasto Urbano del 1820-24, dove alcuni piani risultano nella disponibilità dell’arciduchessa Marianna d’Austria (Rione Regola, part. 18). Nel 1786, con il nome di Palazzo Ruggi, fu donato da Pio VI all’istituto pauperistico di Giovanni Borgi, detto “Tata Giovanni”. (C. I.)