36f. Dettaglio del portale di ingresso.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 330 x 504

In alto a sinistra:détails de la / croisée. In basso a sinistra: Détails du R.d.c. du palais ossoli près du palais Spada. Planche n. 2 de/l’ouvrage de M. Percier. Il … le plan … l’élévation générale / c’est … rez-de-chaussée qui n’ont … arrangé / le rapport de la croisée avec la porte d’entrée … l’arrangement / du … font un ensemble délicieux. Les détails de la / croisée sont superbes. Elle se ferme sans être lourde / en convient au caractère de … / joli palais est du Balthazar Peruzzi / j’ai étudié dans ce genre toutes les choses / qui m’ont paru les mieux, surtout pour / être employé chez nous. /j’ai toujours rapporté aussi grand pour / m’accoutrer … différence que… une chose / sur papier après l’avoir … en … exécution. /je ne … pas comment il se fait que tant de / belles choses comme celle-ci qui se trouve à Rome / par une si … exécutée à Paris

Il palazzo, posto sul fronte meridionale dell’attuale piazza della Quercia e oggi sede di uffici del Consiglio di Stato, fu edificato su progetto attribuito a Baldassarre Peruzzi, con probabile intervento di Antonio da Sangallo il Giovane, su commissione dell’orvietano Giordano Missini, tra il 1520 e il 1527. Divenuto di proprietà della famiglia Clementini all’inizio del XVII secolo, passò successivamente al duca Gaspare Caffarelli, che nel 1674 lo vendette a Giovan Angelo Ossoli, membro di una nobile famiglia di origine lombarda. Da questa sarebbe passato nel corso del XVIII secolo ai Soderini e infine agli Spada Potenziani. La facciata, su tre ordini, è caratterizzata da un’alta fascia a bugnato liscio al piano terra, in cui si aprono un portale con cornice a raggiera bugnata, sormontata dall’inserto di un frammento di cornice romana, e due coppie di finestre architravate con davanzale a mensole. Nei due livelli superiori compaiono lesene poggianti su trabeazioni marcapiano. Il cornicione è a mensole e rosoni, sormontato da una sopraelevazione. La facciata laterale, prospettante il Palazzo Spada fu ridisegnata dal Borromini dopo gli sventramenti rinascimentali, nobilitandola con disegni prospettici, una meridiana e una fontana a parete con una statua in stile classicheggiante. L’elegante cortile interno sviluppa un modulo di tre archi per lato, di cui solo quelli d’ingresso aperti e gli altri tamponati. Al di sopra del portico d’accesso è una raffinata loggetta su colonne ioniche, con arcate oggi chiuse da vetrate. Le pregevoli soluzioni architettoniche adottate nel palazzo hanno favorito la produzione, già a partire dal XVI secolo, di una considerevole mole di disegni architettonici dedicati all’edificio: tra questi il foglio di Giovanni Antonio Dosio con l’alzato del cortile (GDU 378A), il disegno tardo settecentesco dell’architetto torinese Ferdinando Bonsignore (Torino, Archivio Storico della Città di Torino, Fondo Bonsignore, Quaderno B, c. 3) e le più conosciute tavole di Percier (pl. 2) e Letaroully (pl. 61-62). In questo filone di repertori si inseriscono i 5 fogli dedicati al palazzo da Q., che dichiara esplicitamente nel disegno con il dettaglio del portale d’ingresso (36f) la ragione ispirativa del suo lavoro: disegnare gli esempi a uso giudizio più significativi dell’architettura romana, in special modo rinascimentale, per poi utilizzarne gli insegnamenti di ritorno in patria. (S. S.)