30. Pianta generale del piano terra e pianta dello scalone al primo piano.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 434 x 313. Siglato e datato in basso a destra: AQ Rome 1823

In alto al centro: entrée sur la place de S. Maria in Campitelli. In basso al centro: palazzo Patrizzi / oggi Cassoni / Ingresso principale vicino al palazzo Mattei. A destra: Arrivée de l’escalier au 1er etage / La cour et les portiques sont d’une agreable proportion / l’escalier surtout est très bien etudié / toutes les portes et les croisées sont … 6 de large le chombrade / les piliers de la cour sont 25 p … sur 28 de 1/5 / larg. … / les arcades 7 p … 4.

Il nucleo più antico del palazzo, risalente al primo decennio del ‘500, fu nel corso del tempo ampliato. Risale al 1605 l’acquisizione dell’edificio da parte di Olimpia Adobrandini: in seguito all’accorpamento di una casetta dell’Ospizio di Consolazione e Carità, la nobildonna commissionò una nuova facciata per uniformare le due unità edilizie che affacciavano su via de’ Delfini (attuale via Cavalletti). Nel 1652 gli Aldobrandini cedettero il palazzo alla famiglia Patrizi che vi realizzò intorno al 1660 importanti trasformazioni consistenti nell’ampliamento del corpo scala, nella definizione del cortile e nella creazione al primo piano di una loggia a 3 arcate su semicolonne binate. Q. definisce, all’interno della planimetria di forma poligonale, gli spazi dell’ingresso e del cortile, delimitato al piano terra da due porticati che introducono ciascuno a due diversi corpi scala, uno elicoidale, l’altro a doppia rampa, senza lasciarci però alcuna rappresentazione dei prospetti, che furono invece rilevati da Letarouilly (pl. 22) il quale accompagnò i disegni con un commento sulla riuscita disposizione del corpo scala principale e sulla giusta proporzione delle facciate del cortile. Attualmente il palazzo è sede della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. (C. I.)