75. Particolare della decorazione del fregio.
Matita su carta, mm 620 x 445. Datato in basso a destra: à rome 1823 in basso al centro: De la Frise de Jupiter Tonnant / grandeur d’execution.

L’attenzione di Q. è qui rivolta alla testa di Medusa che orna il centro della grande patera nel fregio del Tempio del Divo Vespasiano nel Foro Romano, decorato con vari strumenti sacrificali. Il volto, incorniciato dalla capigliatura serpeggiante, è cinto da una decorazione a foglie (Blattkyma), corte e larghe nella cornice interna cui seguono all’esterno grandi foglie d’acanto tra le quali sono inseriti steli verticali che si aprono sulla sommità in un calice: di queste l’autore si limita a disegnare solo le tre sopra il capo della Gorgone. Il tempio, ai piedi del Campidoglio, iniziato intorno all’80 d.C., dopo la divinizzazione di Vespasiano, e portato a termine nell’86 d.C., per una lettura errata di alcune fonti topografiche antiche interpolate nel ‘400 fu identificato nel XVI secolo da Pirro Ligorio come il tempio augusteo di Giove Tonante e come tale rimase noto fin dopo gli scavi del 1811-12 che lo liberarono dal grande interro da cui spuntava solo la parte sommitale delle tre colonne superstiti con i resti della trabeazione. Oggetto di numerose raffigurazioni fin dal ‘500, l’edificio, dopo lo scoprimento definitivo deciso dal governo francese, attirò ulteriormente l’interesse di studiosi e di artisti desiderosi di misurarlo e di disegnarlo (DE ANGELI 1992, pp. 14-15). La testa di Medusa in particolare era stata riprodotta nel 1781 da Carlo Antonini (1781, I, 11) e nel 1818 da Giuseppe Valadier (1818, tav. 3) in due incisioni probabilmente note a Q. (E.R.)