73. Planimetria del giardino e del piano terra del casino.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 456 x 180.Siglato e datato in basso a destra: AQ Rome 1823.
In alto a sinistra: volière couverte en fer. / d’un très joli effet. In alto a destra: Ferroni. In mezzo a destra, in verticale: serre chaude.
In basso al centro: Villa Ferroni aujourd’hui Torlonia. / hors la porte St Pancrazio a Rome. / 1823. / les poteaux A. se plaçoient pour supporter une … / au-devant du portique

Il disegno illustra con dovizia di dettagli la sistemazione settecentesca dell’attuale Villa Abamelek, oggi sede dell’Ambasciata di Russia, posta sulla via Aurelia Antica. Passata nel 1734 dai Della Torre all’arcivescovo di Damasco Giuseppe Maria Feroni, la proprietà fu allora interessata da importanti lavori di rinnovamento affidati ad Alessandro Galilei: secondo Carla Benocci (2001, pp. 27-31) anche la sistemazione del giardino attestata dalla pianta del Nolli nel 1748 è da ritenersi opera dell’architetto fiorentino. Acquistata nel 1792 da Giovanni Torlonia, dopo il 1835 passò di proprietario in proprietario fino a pervenire, agli inizi del ‘900, nelle mani del principe russo-armeno Semen Semenovich Abamelek-Lazarev. Prendendo a modello di riferimento le planimetrie a corredo della Choixdes plus célèbres maisons de plaisance di Percier e Fontaine, Q. regolarizza e razionalizza l’assetto del giardino della villa, le cui geometrie si adattavano invece a un’area irregolarmente triangolare, senza però rinunciare alla precisa indicazione di alcune particolarità, come la voliera coperta in ferro, segnalata anche nel Catasto Gregoriano del 1818 come “casa per uso di uccelliera”, e la serra riscaldata sul lato destro dei parterres centrali. Una rara testimonianza, che va a integrare la cospicua documentazione d’archivio fin qui rintracciata, è la restituzione del rez-de-chaussée del casino, con il loggiato d’ingresso, un ambiente centrale con esedra, la “cappella in forma di oratorio” e tre sale di rappresentanza con volte a schifo. (A. C.)