69b. Pianta della loggia.
Matita, inchiostro e acquerello su carta, mm 295 x 437
In alto al centro: parterre; più sotto: trottoir ou late bordé / de briques et de dalles. In alto a destra: terrasse ayant vue / sur Rome et la campagne. In mezzo a sinistra, in verticale: Partie adossé à la montagne; a destra: pavage en brique; più sotto, a destra: appartements / vue sur Rome et la campagne. In basso al centro: entrée du coté de / la cour demi circulaire; più sotto: Loge de la Villa Madama à Rome; più sotto: échelle des 10 mètres; più sotto: vue sur Rome.

Come per la Farnesina (68), anche per la villa progettata da Raffaello nel 1518 per il cardinale Giulio de’ Medici e proseguita poi da Antonio da Sangallo il Giovane e da Giulio Romano, Q. opta per il rilievo tecnico allo scopo di cogliere l’euritmica dell’impianto della loggia e dell’antistante giardino segreto. Nondimeno la maggior parte dei suoi conterranei, a partire da Hubert Robert con le sue vedute “piranesiane”, raramente rinunciarono a raffigurare pittoricamente la loggia con la sottostante peschiera. Tra i contemporanei lo stesso Percier, nei “croquis” di viaggio del 1786-92 (BIF, Ms. 1009, nn. 44-46, 53-55), dedica al complesso solo una pianta “ricostruttiva”, che servirà di base per quella successivamente pubblicata nella Choix (PERCIER, FONTAINE1809, pl. 42). Vanno inoltre ricordati i disegni di André Dutertre (1783-93, Parigi, ENSBA, PC11558) e di Louis-HippolyteLebas, che consacra alla Villa un Recueil de dessins dove prevalgono le vedute (1807-08; BIF, Ms 1035), o, ancora, quelli del primo tomo dell’Album de dessinsd’architecture di FélixDuban “pendant son pensionnat à la Villa Medicis” (1823-28; INHA, PC 40425-1). Q., esibendo precisione metrica e approfondimento dei particolari costruttivi, si lega invece idealmente a quanto avevano fatto gli architetti del passato, come Palladio o Serlio, e cerca di mettere in pratica quel “méthodescientifiquecontre l’imagination”, postulato da Percier e Fontaine nei loro repertori a stampa (v. FROMMEL 2010), che sarà fondamentale per gli sviluppi del rilievo architettonico nell’800 positivista (si veda p. es. PONTANI 1845, tavv. 23-24). (A. C.)